Nascita del Coordinamento | Statuto

Chi Siamo

Lo staff

Presidente: Maria Rosaria Bortolone

Segreteria: Riccardo Pacciani, Marta Parigi, Laura Ronchi Abbozzo

Cassiere: Stefano Mascalchi

Responsabile Ufficio Stampa: Claudio Gherardini

Consulenza Legale: Danilo Conte

Consulenza Informatica: Paolo Fatini, Luca Grillo

Consulenza Tecnica: Andrea Senatori

 

 

Nascita del Coordinamento Antimafia di Firenze

 

Siamo nel 1992, anno di nascita del Coordinamento Antimafia di Firenze.
Immediatamente dopo le terribili stragi di quel fatidico anno, un folto gruppo di persone concorsero spontaneamente in Piazza San Marco a Firenze, per dimostrare la loro costernazione, dopodiché ci fu una sorta di passa-parola, imprevedibile fino ad allora, fra tante persone, che capirono che non era più pensabile di restare chiusi nell’ambito delle proprie idee su una delle piaghe del nostro Paese. A vario titolo già molti cittadini si erano impegnati in tal senso, ma senza alcuna forma di coordinamento. Il cosiddetto “passa-parola” si concretizzò in un primo incontro al Circolo Arci “25 Aprile” a Firenze.

Venne deciso di dare vita ad un organismo territoriale sulla falsariga di alcuni già esistenti nell’Italia del Sud, e più precisamente a Palermo, dove già da tempo era nato un Coordinamento Antimafia,  con cui decidemmo subito di coordinarci.
Uno dei primi problemi che ci ponemmo fu quello della necessità di partire dall’abc del problema-mafia. Il gruppo, seppur animato da ottima volontà, dall’istinto di appoggiare la lotta, nel nostro ruolo di società civile, contro coloro che in quell’anno avevano messo la parola fine alla vita di Falcone prima e Borsellino e alle loro Scorte, tuttavia era digiuno di una vera conoscenza del fenomeno mafioso. Erano tempi in cui non era difficile sentir affermare, anche da parte di alcuni politici, che la mafia non esisteva.

Via via, ripercorrendo la storia di questo fenomeno per molti di noi per la prima volta, ci tornavano alla mente tutte le persone che in quegli anni avevano perso la vita a causa del loro impegno civile, professionale, istituzionale, così l’entità del fenomeno ci appariva sempre più terribile.

Questo valeva, sì per coloro ai quali volevamo trasmettere il messaggio che ci eravamo prefissi di imbastire, ma anche, ovviamente, per noi stessi, perché il fenomeno “mafia” non si conosce mai abbastanza, prova ne sia che ancora oggi si continua ad aggiungere tassello su tassello la conoscenza di queste strutture che detengono il potere economico e criminale nel nostro paese, anche perché esse si evolvono continuamente, adeguandosi ai tempi, ai governi (ti piace?!) ed ai progressi tecnologici.

Sempre rimaneva forte dentro di noi l’imperativo: conoscere la mafia per difendersene.   Questo apparve subito il messaggio più importante da trasmettere soprattutto ai giovani!

Per raggiungere questo scopo abbiamo organizzato numerosi dibattiti invitando magistrati impegnati, forze dell’ordine, docenti universitari esperti del problema e, soprattutto negli ultimi tempi, referenti di associazioni di società civile operanti sui territori interessati dal fenomeno mafioso; e abbiamo avuto l’onore ed il piacere di avere la testimonianza diretta di molti giovani che fanno parte di quella società sana che si ribella con fortissimo impegno allo status mafioso che si trovano a combattere nella quotidianità

Quest’ultimo è stato un contributo veramente  grandioso, per vari motivi: primo, senza ombra di dubbio, far percepire loro che non sono isolati, che seguiamo le loro lotte, che siamo loro grati per quello che fanno combattendo in prima linea e rischiando in proprio. Secondo, far loro capire che ci rendiamo conto che il “loro” problema è anche un “nostro” problema, per la accertata presenza delle mafie intorno a noi, e non solo per motivi di solidarietà; il terzo motivo è che per noi è importante la percezione diretta, “sul campo”, della realtà, delle difficoltà che si devono superare.
La nascita del nostro Coordinamento fu molto apprezzata anche da Luciano Violante, l’allora Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia il quale, durante un incontro a Firenze nel marzo del 1993, si congratulò con noi per la nostra presa di coscienza della presenza delle mafie sul nostro territorio. L’apprezzamento dell’on. Violante venne riportato anche nella “Relazione sulle risultanze dell’attività del gruppo di lavoro incaricato di svolgere accertamenti su insediamenti e infiltrazione di soggetti ed organizzazioni di tipo mafioso in aree non tradizionali – Scheda della Toscana”. A pag. 1018 è scritto: “Nell’incontro con la Presidenza e i Capigruppo del Consiglio Regionale è emersa con forza l’idea che occorre potenziare l’azione preventiva e che alla crescita del fenomeno bisogna contrapporre la crescita della società civile e dell’impegno collettivo. Sotto questo profilo, la Commissione è stata lieta di incontrare un comitato antimafia costituito prevalentemente da giovani, che si è organizzato e si va attivando a Firenze, con compiti di ricerca e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Un’iniziativa lodevole, a cui si spera ne facciano seguito altre.”

Come il nostro Coordinamento tante altre iniziative analoghe sono nate in tante parti d’Italia. Nel 1994 Luciano Violante e Don Luigi Ciotti hanno creato LIBERA, Associazioni  Nomi e Numeri contro le mafie, con lo scopo, non solo di coordinare, ma anche di fornire servizi e programmi alle varie Associazioni.

Naturalmente il Coordinamento Antimafia di Firenze è confluito subito in LIBERA ed ha partecipato alle grandi iniziative di LIBERA, oltre ad organizzare iniziative locali. Si può forse notare che in queste iniziative si presentava come promotore LIBERA o LIBERA Toscana invece che come coordinamento

 

 

Statuto del Coordinamento Antimafia

 

Art. 1 –  Si costituisce in Firenze un’Associazione con il nome di “Coordinamento Antimafia di Firenze”

Art. 2 – L’Associazione non ha finalità di lucro. Essa ha lo scopo di:

  1. aderire come socio all’Associazione Coordinamento Antimafia di Palermo;
  2. promuovere le iniziative per la tutela degli interessi dei singoli e della collettività contro la mafia, anche in sede giudiziaria;
  3. Promuovere iniziative tese a combattere la mafia in tutte le sue manifestazioni politiche, sociali ed economiche;
  4. Promuovere iniziative tendenti a sviluppare la coscienza civile e democratica mediante ricerche, lavori individuali e di gruppo, indagini, seminari, tavole rotonde, dibattiti, convegni, cine-forum ed ogni altra attività utile ad una reale conoscenza del fenomeno mafioso nelle sue implicazioni storiche, socio-economiche, politiche e di costume;
  5. Promuovere iniziative nelle scuole, nelle università, nei quartieri, nei posti di lavoro, ecc.;
  6. Promuovere la collaborazione con organizzazioni sindacali, culturali, politiche e religiose;
  7. Promuovere studi e ricerche sul fenomeno mafioso e sulle altre forme di criminalità organizzata.

Art. 3 - Gli organi dell’Associazione sono:

  1. l’Assemblea degli iscritti
  2. il Consiglio, composto da 7 membri, tra cui: il Responsabile, il Tesoriere, l’Archivista e il Segretario

Art. 4 – L’Assemblea stabilisce le attività e le priorità dell’Associazione, elegge il Consiglio ed esercita su esso una funzione di controllo che può sfociare nel ritiro della fiducia.

Art. 5 – Al Consiglio spettano funzioni esecutive dei deliberati e delle direttive dell’Assemblea, oltre le funzioni di amministrazione e di rappresentanza legale dell’Associazione.

Art. 6 – Possono far parte dell’Associazione tutti coloro che siano interessati a realizzare gli scopi dell’Associazione stessa.  Il Consiglio si riserva l’accettazione delle domande di adesione.